12 Jan
FREEDOM WRITERS

Libertà? Donare sé stessi agli altri

Pochi giorni fa, durante uno di quei momenti in cui ti ritrovi a scorrere i social senza neppure accorgertene, mi sono imbattuta nello spezzone di un film. Il titolo mi incuriosiva: Freedom Writers. Subito vado a guardarlo.

Il film è ambientato a Long Beach, California, nella metà degli anni Novanta. La Woodrow Wilson High School, un tempo scuola prestigiosa, non gode più di ottima fama da quando – nel tentativo di lenire i disagi di un quartiere sconvolto dalle tensioni razziali e dalla lotta tra le gang – ha attuato un programma di integrazione. Ogni giorno scoppia una nuova rissa, che molto spesso finisce tra colpi di pistole. Non si direbbe il posto per una professoressa giovane e con nessuna esperienza alle spalle. Eppure è qui, proprio a causa del programma d’integrazione razziale, che Erin Gruwell (interpretata da Hilary Swank), chiede di essere assunta. Figlia di un ex attivista per i diritti civili, ella è mossa dal desiderio di aiutare quei ragazzi. Tuttavia, Erin intuisce ben presto che i tradizionali metodi di insegnamento, su ragazzi per cui la vera scuola è la strada, non servono a nulla.

Per questo, inizia un lento ma tenace lavoro per ottenere la loro fiducia. Per prima cosa, Erin li costringe a riflettere su ciò che essi hanno in comune tra loro, facendoli specchiare nella loro umanità. In secondo luogo, propone loro di tenere un diario, così da mettere per iscritto la rabbia, l’odio e tutti i sentimenti che ogni giorno riversano negli scontri con le altre gang. Ognuno di loro ha una storia da raccontare, un difficile passato alle spalle, una ferita da rimarginare. Questo Erin lo ha capito sin dall’inizio ed è ciò che, pur di fronte alla difficoltà, la sprona a continuare la sua missione. Una volta conquistata la loro stima, può trasmettere l’insegnamento più importante: non è dalle circostanze che dipende la loro possibilità di crescere, ma dal desiderio di farlo. Anche fuori dalle mura della scuola, questi studenti non si sentiranno abbandonati, ma saranno capaci di prendere decisioni in grado di cambiare la loro vita, che invece fino ad allora pensavano fosse già scritta secondo un destino ineluttabile.

Quale l’insegnamento che Erin trasmette a noi, semplici spettatori nascosti dietro uno schermo? La vera libertà non consiste nell’inseguire a tutti i costi una qualche autorealizzazione, ma nel fare della propria vita e della propria persona un dono per gli altri. Erin, sin dal primo giorno di lezione, si è dedicata interamente ai suoi studenti e per loro si è battuta. Così facendo, ha scoperto che quando aiutava quei ragazzi a dare un senso alle loro vite, allo stesso tempo la sua stessa vita acquisiva un nuovo significato.

"Freedom Writers" è il nome che i ragazzi scelgono quando Erin chiede loro di raccogliere le pagine dei singoli diari e di scrivere un unico libro in cui raccogliere tutte le storie. In questo modo, ciascuno di loro decide di spogliarsi dell'armatura di cui si era ricoperto e di abbattere le distanze, così da potersi raccontare agli altri. Di nuovo: libertà è il dono di sé stessi agli altri. Così nasce la storia di un’amicizia che dura per la vita. Un’amicizia autentica: la storia di Erin e dei suoi ragazzi è, infatti, una storia vera, che continua a commuovere e ispirare ancora oggi.


Marta

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